sabato 12 marzo 2011

Mazda MX-5 Special Edition Primavera 2011


La Mazda MX-5, la decappottabile a due posti più venduta del mondo, al Salone di Ginevra (3-13 marzo) di quest’anno si presenta nella speciale edizione limitata MX-5 Primavera 2011. Rispetto alla MX-5 standard l'Edizione Speciale Primavera 2011 presenta dotazioni speciali fra cui gli interni in pelle e due nuove tinte per la carrozzeria: Sparkling Black e Dolphin Grey. 


Fra le dotazioni esterne sono comprese le maniglie cromate per le porte, cornici argentate per i fendinebbia e i bordi cromati intorno alla griglia sul paraurti anteriore, nonché lenti bianche per la terza luce di stop. Completano l'allestimento dedicato i cerchi in lega da 17 pollici con finitura lucida. Fra le dotazioni interne sono compresi i sedili in pelle di colore grigio fumé riscaldabili e le ghiere cromate intorno a strumentazione e bocchette dell’aria sul cruscotto. 


La Mazda MX-5 Edizione Speciale Primavera 2011 è disponibile con il motore benzina da 1,8 litri 126 CV in Italia, mentre il 2.0 litri 160 CV è una motorizzazione esclusiva per il Regno Unito. Tutti i motori sono abbinati ad un cambio manuale a 5 rapporti. Esclusiva per il mercato italiano è la versione con tetto in tela, mentre la carrozzeria con hard top non sarà commercializzata. Completano l'allestimento speciale la barra duomi anteriore, la pedaliera sportiva in alluminio, il sistema di connettività Bluetooth, il cruise control e l'impianto stereo BOSE. 


giovedì 10 marzo 2011

Lamborghini Aventador LP700-4


Si chiama Aventador LP700-4 la nuova sportiva con motore V12 di Lamborghini chiamata a continuare una linea di sangue illustre che parte dalla Miura e oggi arriva alla prima automobile in fibra di carbonio costruita a Sant’Agata Bolognese. Confermate dunque tutte le voci, le indiscrezioni e le anticipazioni che OmniAuto.it aveva fornito nei mesi scorsi e che il Toro ha sapientemente centellinato preparando ad arte l’attesa per il suo nuovo gioiello.


La Lamborghini Aventador LP700-4 è lunga 4,78 metri, larga 2,26 (compresi i retrovisori) ed è alta 1,14 metri. Come da tradizione, le portiere si aprono sollevandole verso l’alto e lo stile è di quelli mozzafiato. Di fronte somiglia alla Reventòn, dietro alla Estoque e alla Sesto Elemento, vista dall’altro sembra quasi l’ala di un pipistrello. Da qualsiasi angolo la nuova Lambo fa accapponare la pelle e sfoggia un nuovo colore arancio denominato Argos, più rosso di quello al quale eravamo abituati e dotato di un particolare effetto perla. Altra tinta nuova è il grigio Estoque, disponibile insieme a tre verniciature opache e altre metallizzate. In tutto sono 13 i colori. L’interno è in pelle, anche qui con ampia scelta di tinte, pure bicolore. Curata l’aerodinamica con il fondo piatto, l’estrattore posteriore e lo spoiler a regolazione automatica che fuoriesce e si inclina a 4 oppure a 11 gradi per assicurare la necessaria deportanza in ogni condizione di guida. Le prese e gli sfoghi d’aria provvedono alla dissipazione del calore e, come sulla Murcielago, ce ne sono un paio sui passaruota posteriori che si aprono solo quando servono.


Ormani lo sanno tutti: l’Aventador LP700-4 è tutta in fibra in carbonio, eccetto i sottotelai in alluminio che sorreggono le sospensioni push-rod (a puntone di spinta) e il motore con i gruppi ammortizzatori-molla incernierati al centro, come su una vettura da competizione. Lo spettacolo è poterle vedere insieme alle testate verniciate in nero attraverso il pannello in plexiglass. La LP700-4 pesa 1.575 kg, 229,5 kg sono costituiti dal telaio completo e di questi 147,5 kg imputabili al corpo centrale in sola fibra di carbonio, realizzato con tre tecniche diverse tra le quali una brevettata proprio da Lamborghini, denominata “RTM Lambo” che fa a meno sia dello stampo in metallo sia della cottura in autoclave velocizzando i processi e abbattendo i costi in modo radicale. La resistenza torsionale è di ben 35.000 Nm per grado. È quanto la Lamborghini ha imparato e messo a punto in 4 anni di lavoro congiunto con la Boeing e l’Università di Washington, a Seattle. Tutta la vettura è assemblata in casa. Fibra composita anche per i dischi carboceramici, da 400 mm con pinze a 6 pistoncini per l’avantreno e da 380 mm con pinze a 4 pistoncini al retrotreno. Gli pneumatici invece sono anteriori 255/35 su cerchi da 19 pollici e posteriori 335/30 su cerchi da 20 pollici.


Il motore della Lamborghini Aventador LP700-4, del quale abbiamo già parlato in modo diffuso, è un nuovo V12 6,5 litri che pesa 235 kg, eroga 700 CV a 8.250 giri/min e 690 Nm a 5.500 giri/min. Vuol dire che ognuno dei suoi chili produce 2,97 CV e che la Aventador ha un rapporto peso/potenza di 2,25 kg/CV. Sorprendente anche la leggerezza (solo 79 kg) del nuovo cambio ISR a 7 rapporti con tempi di cambiata di 50 ms e sicuramente meno pesante è anche la nuova trazione integrale con giunto Haldex che, in condizioni normali, ripartisce il 70% della coppia alle ruote posteriori, ma in pochi millisecondi può spostare il 60% all’avantreno. Confermato invece il differenziale posteriore autobloccante al 40%. E per finire, tutta la nuova meccanica è montata più in basso avvicinando al suolo il baricentro della nuova Lamborghini di oltre 60 mm, un guadagno notevolissimo.


Tutta l’elettronica della vettura (tranne l’ESP) è accentrata in un'unica centralina sviluppata autonomamente da Lamborghini che controlla motore, cambio, trazione, stabilità e sterzo così da rendere immediate le decisioni e senza attendere il permesso di altre centraline collegate in rete. Questo controllo integrato consente di variare anche le modalità di guida su tre posizioni (Normal, Sport e Corsa) modificando persino l’intervento dei supporti attivi sul quale è poggiato il motore. Tra i programmi della Aventador LP700-4 c’è anche il “launch control” dedicato alle partenze. Ultima novità è la strumentazione, tutta digitale e senza parti meccaniche, sostituita da un display TFT a colori in grado di fornire un maggior numero di informazioni in uno spazio inferiore e sempre di fronte agli occhi del pilota. Concetti Audi invece per l’ergonomia della parte centrale della plancia con il sistema MMI dotato di schermo a 8 pollici e sul tunnel la manopolona circondata da 8 pulsanti.


Ed eccoci al capitolo più saporito: le prestazioni. La Lamborghini Aventador LP700-4 accelera da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e raggiunge 350 km/h con emissioni di CO2 pari a 398 g/km, quasi il 20% in meno rispetto alla Murciélago. Prestazioni incredibili che coronano il disegno della casa emiliana di aumentare prestazioni e sportività con maggior rispetto per l’ambiente. Non aspettatevi però maggior rispetto per il portafoglio perché il Toro più veloce di tutti i tempi costa 255.000 euro, tasse escluse.


martedì 8 marzo 2011

Volkswagen Maggiolino (1950 - 1978)

Sono ormai tanti anni che il Maggiolino della Volkswagen non è più in produzione, ma probabilmente è una di quelle macchine che non muoiono mai. È diventato un mito e qui è raccontata la sua movimentata storia.
La storia del Maggiolino cominciò con la testardaggine di Ferdinand Porsche. Sì, era proprio quel Signor Porsche che nel 1950 avrebbe fondato la fabbrica di macchine sportive che ancora oggi fa sognare gli automobilisti di tutto il mondo. Già da bambino Porsche era un entusiasta della tecnica e in particolare delle prime (poche) macchine che all'epoca circolavano per le strade. Dopo la Prima Guerra Mondiale cominciò a lavorare per la più grande industria automobilistica tedesca Daimler (che più tardi avrebbe prodotto la Mercedes), disegnando macchine da corsa. In quell'epoca, solo i più ricchi potevano comprarsi una macchina, il sogno di Porsche era invece costruire una macchina che tutti potevano permettersi. Nel 1929 portò questa idea al suo capo Daimler che però non voleva avventurarsi in un'impresa del genere e rifiutò. Così Porsche, nel 1931, si mise in proprio e cominciò a collaborare con Zündapp, un produttore di motociclette. Insieme costruirono tre prototipi che avevano però dei grossi problemi tecnici e Zündapp si ritirò dal progetto. Il partner successivo di Porsche fu la NSU, un'altra ditta costruttrice di motociclette. Insieme migliorarono il motore e lo resero molto più affidabile. Ma i tempi erano duri e dopo gravi problemi finanziari, Porsche era di nuovo da solo alla ricerca di un nuovo partner che potesse finanziare la realizzazione del suo sogno.

1950

Nel 1925, Adolf Hitler, all'epoca ancora un uomo politico poco conosciuto, lesse una biografia di Henry Ford che, con il "Modello T", aveva creato per la prima volta una macchina accessibile per un pubblico più largo, e si mise in testa di far costruire in Germania una "macchina per il popolo" (in tedesco: "Volkswagen") che poteva anche essere un ottimo argomento a suo favore nelle future campagne elettorali.
Hitler arrivò al potere nel 1933 e quando Porsche capì che Hitler aveva progetti simili ai suoi fece di tutto per incontrarlo. Hitler fu entusiasta quando, nel 1934, conobbe Porsche e gli espose subito un programma piuttosto impegnativo. La sua "macchina per il popolo" doveva soddisfare le seguenti condizioni:
  • doveva correre 100 km/h in autostrada
  • doveva fare 7 km con un litro di benzina
  • doveva essere capace di trasportare 2 adulti e 3 bambini
  • doveva costare meno di 1.000 Reichsmark (la macchina più economica
    costava all'epoca 1.500 Marchi)
versione Cabrio
Erano delle condizioni difficili da realizzare, ma Porsche accettò lo stesso l'incarico di Hitler, era una chance unica per lui. Tra il 1936 e il 1937 i primi 34 prototipi furono provati in un test massacrante, percorrendo insieme ca. 2,4 milioni di chilometri e già nel 1938 la "Volkswagen" era praticamente pronta. Fin dall'inizio aveva la forma caratteristica del Maggiolino che nei successivi 50 anni sarebbe cambiata solo in alcuni dettagli. Nello stesso anno fu posta la prima pietra della fabbrica per la costruzione di serie che doveva iniziare nel settembre del 1939. La macchina doveva costare 990 Reichsmark ed era stato ideato un sistema di pagamento a rate: si comprava la macchina mettendo via 5 marchi alla settimana per un periodo di ca. 4 anni. Circa 337.000 persone aderirono a questa campagna di risparmio, che continuò anche durante la guerra, e la somma accumulata crebbe fino a complessivamente ca. 280 milioni di marchi.
Ma proprio nel settembre del 1939 Hitler scatenò la seconda guerra mondiale e così solo pochissime macchine furono costruite. In guerra Hitler aveva un gran bisogno di macchine e perciò la fabbrica che doveva costruire le macchine per il popolo fu destinata alla costruzione di macchine per l'esercito. I generali avevano bisogno di macchine economiche facili da costruire e da riparare. Così il "Volkswagen" (macchina del popolo) diventò il "Kübelwagen" ("Kübel" significa "mastello"). Esisteva anche una versione anfibia ("Schwimmwagen") e un'altra ("Kommandeurwagen") per i comandanti e i generali. I soldi messi via da molti piccoli risparmiatori che volevano comprarsi la Volkswagen giacevano nel frattempo in banca e aspettavano tempi migliori. Ma i risparmiatori dovettero aspettare fino al 1961 quando la Volkswagen decise di concedere loro uno sconto di 600 marchi sull'acquisto di una nuova Volkswagen. Con un prezzo che allora era di ca. 3.800 marchi fu un'offerta senz'altro interessante.
1963
Dopo la fine della guerra la Germania fu divisa in quattro zone, ognuna amministrata da uno dei paesi vincitori, cioè dalla Francia, USA, Inghilterra e Unione Sovietica. La fabbrica di Volkswagen a Wolfsburg si trovava nella zona inglese che forse la salvò perché i francesi e soprattutto i russi smontarono quasi tutte le grandi fabbriche nelle loro zone per portare i macchinari nelle loro patrie, mentre gli americani ritenevano la Volkswagen una macchina superata. Gli inglesi, invece, rimisero in moto la produzione e, dopo aver restituito la fabbrica all'amministrazione tedesca nel 1948, nominarono Heinrich Nordhoff, che prima della guerra aveva lavorato per la Opel, responsabile della nuova azienda. Per la sua stretta collaborazione con Hitler, Porsche era politicamente compromesso e dovette subire vari processi, ma alla fine fu prosciolto. Comunque, il suo ufficio di costruzioni che aveva aperto nel 1931 esisteva ancora e così Ferdinand Porsche ricominciò da capo, aprendo nel 1950, all'età di 75 anni, una nuova fabbrica a Stoccarda cominciando con la costruzione della macchina "Porsche", come la conosciamo oggi. E come si sa ha avuto un certo successo. 
Heinrich Nordhoff fu l'uomo che, negli anni '50 e '60 portò il Maggiolino (che in Germania si chiama "Käfer"), e con esso la Volkswagen, al successo in tutto il mondo. Sbarcò con la Volkswagen prima in Irlanda (1950), poi in Sudafrica (1951), in Brasile (1953) e in Australia (1955). Nel 1955 fu aperta la "VW of America" e, contro ogni aspettativa, il successo della piccola macchina tedesca continuò anche negli Stati Uniti dove la gente si era ormai abituata a macchine ben più grosse. In Germania il Maggiolino diventava il simbolo e il coronamento del nuovo benessere, del "miracolo economico" degli anni '50 e '60. Il Maggiolino ha motorizzato le famiglie tedesche, non quelle ricche (che si compravano la Mercedes), ma soprattutto quelle della fascia medio-bassa. Solo negli anni '70 la richiesta del Maggiolino, almeno in Europa e negli Stati Uniti, cominciò a calare e nel 1978 l'ultima macchina di questo tipo lasciò la catena di montaggio di Wolfsburg.
Ma il "Käfer" non era morto. In Brasile e in Messico le fabbriche della Volkswagen continuavano a produrre questo modello con successo. Fino al 2003, quando l'ultimo Maggiolino uscì dalla fabbrica messicana della Volkswagen, sono state costruite 21,5 milioni di macchine di questo tipo, di cui 15,8 milioni in Germania. Ma da quando non è più in vendita, il Maggiolino è diventato "una macchina di culto": i raduni delle vecchie Volkswagen si tengono regolarmente e il numero di macchine di questo tipo ancora in circolazione non sembra diminuire. Chi ce l'ha ancora se lo tiene stretto, lo cura e lo coccola. Soprattutto tra i giovani il Maggiolino sembra godere di una fama intramontabile.

domenica 6 marzo 2011

Nissan 370Z GT Edition


Quaranta anni fa fu la Datsun 240Z a sbarcare in Europa inaugurando il filone delle sportive Nissan. L'anniversario viene festeggiato dalla Casa giapponese al Salone di Ginevra (3-13 marzo) con la Nissan 370Z GT Edition, una versione celebrativa della 370Z Coupé dedicata ai clienti dai gusti più sportivi. 


La 370Z GT Edition si distingue innanzitutto per la livrea: le strisce "GT" di colore grigio come sulla 240Z contrastano con le tre tinte distintive scelte per questa edizione speciale: nero metallizzato, bianco perla e un inedito "Black Rose". Inoltre l'estetica è impreziosita da cerchi in lega forgiati RAYS da 19" con finitura antracite in luogo delle ruote da 18" offerte con la 370Z coupé standard. 


L'equipaggiamento di serie sulla GT Edition si arricchisce della telecamera posteriore per il parcheggio abbinata al navigatore satellitare opzionale Nissan Premium Connect; di serie è invece il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici. Il cambio automatico a 7 rapporti, in opzione, ora ha una modalità di funzionamento invernale che fa partire l'auto in seconda e controlla il regime del motore per evitare il pattinamento delle ruote su neve e ghiaccio. L'isolamento del sottoscocca è stato inoltre perfezionato per ridurre la rumorosità nell'abitacolo.


Sulla Nissan 370Z GT Edition sono state messe a punto le sospensioni con una taratura che rende la guida più precisa. Considerate le velocità medie più elevate delle strade europee, i tecnici del Nissan Technical Centre Europe (NTCE) hanno ritarato l'assetto degli ammortizzatori per avere l'equilibrio ideale tra comfort di marcia e manovrabilità. Rimanngono invece immutate le prestazioni del propulsore V6 3.7 litri da 328 CV e 366 Nm, che spinge la "Z" giapponese da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi. 


venerdì 4 marzo 2011

Suzuki Splash


La compatta Suzuki Splash si aggiorna: a partire dal mese di marzo 2011 sulla cinque porte giapponese arrivano le nuove motorizzazioni benzina Euro 5 che sostituiscono le precedenti Euro 4 e si vanno ad affiancare alla variante Diesel 1.3 DDiS. La nuova Splash benzina Euro 5 è disponibile in quattro versioni: L, GLS Style (disponibile anche con cambio automatico) e GLS Style Top Start & Stop.
All'ingresso della gamma si posiziona la motorizzazione 3 cilindri 1.0 da 65 CV e 90 Nm che permette una velocità massima di 160 km/h e un consumo combinato di 5,1 l/100 km a fronte di emissioni di CO2 pari a 119 g/km. 


Stessi valori di consumi ed emissioni per quanto riguarda la motorizzazione 4 cilindri 1.2 da 94 CV e 118 Nm, in virtù dei quali la Splash può raggiungere una velocità di punta di 175 km/h con un'accelerazione più brillante. Quest'ultima unità è disponibile anche con cambio automatico a 4 rapporti (5,7 l/100 km nel ciclo medio) e con sistema start/stop e cambio manuale a 5 marce che taglia il consumo, rispetto alla motorizzazione standard, di 0,1 l 100 /km e riduce le emissioni di CO2 a 116 g/km. 


La versione intermedia Splash GLS Style, la più appetibile, propone fra le dotazioni di base più importanti alzacristalli elettrici, chiusura con telecomando, climatizzatore, Radio/CD/MP3 con comandi al volante, airbag laterali anteriori, ESP, volante a 3 razze in pelle regolabile in altezza, contagiri, display multifunzione (temperatura esterna, consumo carburante (medio e istantaneo) km rimanenti prima del fine serbatoio), sedili anteriori regolabili in altezza, dettagli strumentazione e dettagli interni colore argento, fendinebbia, vetri posteriori e lunotto oscurati e cerchi in lega con pneumatici 185/60 R15. 


I prezzi della Suzuki Splash model year 2011 partono dai 9.900 euro della Splash 1.0 L e arrivano fino ai 14.690 euro della versione top con motorizzazione Diesel Splash 1.3 DDiS GLS DPF Safety Pack. 


mercoledì 2 marzo 2011

Ferrari California


La nuova Ferrari California è un’auto epocale per la Casa di Maranello, la prima della storia ad avere una capote metallica ripiegabile. Ma è anche la prima GT di cui non viene dichiarata la velocità, ma solo le emissioni di CO2...
Il tema delle Cabrio è sempre stato fondamentale per Ferrari, non fosse altro perché le prime auto prodotte (tra cui l'”ufficiosa” Auto Avio 815 del 1940 o la 125 S del '47, la prima Ferrari ufficiale), seppur estremizzando il concetto, erano modelli senza tetto. Le famose “barchette”.

Ferrari negli anni ha fatto proprio il concetto producendo alcuni tra quelli che vengono acclamati come autentici capolavori: la 342 America del '51, la 250 GT Spider California del '58, la 250 GT Cabriolet, le 275, 330 e 365 GTS, la Daytona Spider. Più vicino a noi, si ricordano le Mondial Cabriolet, la 348 Spider, l'F355 e l'attuale F430 Spider. 

Ma qualcosa è cambiato: le vetture C+C, Coupé - Cabriolet, stanno monopolizzando il mercato a scapito (per i puristi) del vecchio, tradizionale e tanto amato tetto in tela: la Mercedes SL e la BMW Me Cabriolet dimostrano che ora il tema è quello di una vettura di massima versatilità e “trasformismo”. A questo concetto e a questo rinnovato fascino di una tipica vettura scoperta, si ispira il nuovo gioiello rosso. E' disponibile esclusivamente come convertibile con capote rigida ripiegabile. 
Telaio e carrozzeria sono realizzati in alluminio come tutti gli altri modelli dell'attuale gamma. Sarà equipaggiata con un nuovo motore V8 montato, per la prima volta nella storia della Marca, in posizione anteriore-centrale.
Il motore V8 di 4.300 litri cilindrata, posizionato in posizione anteriore-centrale è, dotato di albero motore piatto ed iniezione diretta, eroga 460 cavalli a 7.500 giri/min. Come tutti gli altri modelli attuali della gamma Ferrari, telaio e carrozzeria sono realizzati in alluminio, materiale che assicura leggerezza e robustezza.

Al propulsore, che consente alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi, è abbinata, secondo il tradizionale schema Transaxle seguendo la classica disposizione Ferrari, una nuova trasmissione a doppia frizione e 7 marce. Le emissioni di CO2 che si attestano intorno a 310 g/km. La soluzione della doppia frizione migliora anche il comfort di marcia, esaltato da un nuovo schema multilink delle sospensioni posteriori.
La vettura è equipaggiata con il sistema di controllo della motricità F1-Trac, presentato per la prima volta sulla 599 GTB Fiorano e ora ulteriormente sviluppato per gli utilizzi più tipici di questa nuova GT. La massima efficienza frenante è infine assicurata dall'impianto con dischi in materiale carbo-ceramico Brembo, di serie. 
Oltre ai classici stilemi della Marca, gli interni della vettura rispondono ai requisiti di alta qualità dei materiali abbinata alla tradizionale maestria della lavorazioni artigianali Ferrari. Nuovi componenti e dotazioni, come i sedili, il volante, il quadro strumenti ed il sistema info-telematico, insieme all'ottimizzazione aerodinamica nel suo complesso, assicurano una superiore ergonomia di guida sia a vettura aperta che chiusa.



martedì 1 marzo 2011

Volkswagen Golf cabrio


Dopo otto anni di assenza al Salone di Ginevra (3-13 marzo) Volkswagen presenta la nuova Golf Cabrio, un grande classico di Wolfsburg rimpiazzato nel 2003 dalla Eos dotata però di hard-top. Il ritorno del tetto in tela sulla Golf è stato reso possibile anche dalla recente acquisizione della Karmann, la carrozzeria in cui tradizionalmente nascono le Golf convertibili.


A livello di stile la nuova Volkswagen Golf Cabrio ricalca naturalmente quello della Golf VI tre porte, tranne che per una linea del tetto più bassa per via del nuovo posteriore con gruppi ottici a LED presi in prestito dalla GTI e un parabrezza con montanti più inclinati rispetto alle versioni berlina. Scompare il roll bar, sostituito da un più moderno sistema di protezione a scomparsa, mentre il meccanismo idraulico che regola chiusura ed apertura della capote impiega 9,5 secondi per completare l'operazione e può essere azionato fino a una velocità di 30 km/h. 


La nuova Volkswagen Golf Cabrio verrà offerta con ben sei motorizzazioni con potenze variabili da 105 a 210 CV, dunque in pratica tutta la gamma dei motori disponibili per Golf tranne qualche eccezione. Quattro delle versioni benzina TSI e un Diesel TDI verrà offerto con cambio DSG, mentre sono tre le versioni BlueMotion Technology: quella che potrebbe essere la più gettonata, la Golf Cabriolet 1.6 TDI BlueMotion 105 CV, dichiara un consumo nel ciclo misto di appena 4,4 l/100km con emissioni para a 117 g/km. La prevendita in Germania inizierà da subito, con prezzi a partire da 23.625 euro.