lunedì 18 aprile 2011

Mercedes-Benz GLK

 
La Mercedes per la GLK 2011, un po’ controcorrente rispetto a ciò che accade di solito fra i costruttori tedeschi, dove a rotazione ognuno compila il listino prezzi e optional in base a ciò che fanno i rivali, ha scelto la via della convenienza, relativa.
Per questa prova si presenta in versione 220 CDI 170 cavalli, con trazione integrale e cambio automatico, al prezzo di 41.800 euro, già comprensivi di assetto sportivo, ruote da 19 pollici, sedili a regolazione parzialmente elettrica, climatizzatore bizona, regolatore e limitatore di velocità e ovviamente un completo corredo per la sicurezza attiva e passiva, peraltro comune. 

Paga invece dimensioni esterne leggermente più compatte rispetto alla concorrenza (453 cm di lunghezza con 275 cm di passo, contro i 463/281 cm di Audi e i 465/281 cm di BMW) che si ripercuotono giocoforza nell’abitacolo: lo spazio gambe è inferiore, al pari del volume del baule: 450 litri a fronte dei 540 della Q5 e i 550 di BMW, anche per via di un minor sfruttamento in altezza del vano.
Per il guidatore, invece, il trattamento è circa lo stesso: il suo 4 cilindri 170 cv è un 2.2 offre anche un confort di marcia superiore.
Con il model year 2011 di GLK, la versione d’accesso è la Sport, dotata di serie di assetto ribassato di 20 mm e di ruote da 19”. Sulla Premium ci sono i 20” e le luci diurne a Led, assenti invece sulla Sport.
La plancia della GLK riprende le forme spigolose della carrozzeria; questo assieme, alle tinte scure, contribuisce a creare un’atmosfera un po’ più austera rispetto ad Audi e BMW. La funzionalità, almeno, è di ottimo livello con tutti i comandi ben posizionati e intuitivi.I sedili della Mercedes sono quelli che garantiscono i miglior confort, pagando però qualcosa in termini di contenimento laterale. 
Di serie sono previste le regolazioni elettriche per l’altezza e per l’inclinazione schienale, mentre sono manuali quella longitudinale e il basculante del cuscino (attraverso il pomello rotondo). La zona posteriore paga quella decina di centimetri di lunghezza esterna che la GLK ha nei confronti di Audi e Mercedes. Ne deriva uno spazio gambe appena sufficiente, che diventa critico soltanto quando chi sta davanti arretra molto col sedile. Presenti le bocchette d’aerazione. Per quel che riguarda attrezzatura e regolarità delle forme, il vano della Mercedes è assimilabile a quello delle altre due rivali. Dove perde, la GLK, è nello spazio utile in altezza (circa 7 cm in meno) e in lunghezza (paga circa 5 cm), e difatti il volume totale è di 450 litri contro i 540 di Audi e i 550 di BMW. Anche la bocca d’ingresso è leggermente più piccola, così come inferiore è la versatilità: i sedili sono reclinabili al 40/60 ma senza annoverare un passaggio centrale.
Trazione integrale permanente, ma GLK prevede anche la sola trazione posteriore. La ripartizione di base è del 45-55% e quando avviene uno slittamento la frizione spalma la coppia fino al 30% davanti e 70% dietro, oppure 70% all’avantreno e 30% al retrotreno. Tutto il sistema è subordinato alla gestione elettronica 4ETS, che provvede ad aumentare la coppia verso la ruota con maggior grip e a frenare invece quella con meno aderenza. Per il cambio Mercedes resta fedele al convertitore di coppia con la a 7 rapporti. Il motore è a iniezione diretta common rail di ultima generazione e con turbina a geometria variabile. Il picco massimo di coppia è di 40,8 kgm a 1400-2800 giri.
Se amate la pastosità d’erogazione e la ricchezza di coppia, il 2.2 litri da 170 cavalli della Mercedes fa per voi. 
Oltre ai chilogrammetri, in assoluto i più elevati della categoria (40,8), è proprio la curva d’erogazione a soddisfare la necessità di spinta in basso e la progressione; che difatti portano la GLK a prestazioni di notevole spessore. Il cambio 7GTronic Mercedes è fluido e morbido (tranne a freddo), ma la sua modalità sportiva o manuale non ha nulla a che vedere con il carattere dinamico delle trasmissioni più recenti. Per l'assetto Mercedes adotta sospensioni oleopneumatiche (in questo caso ribassate) e risultano essere un eccellente compromesso fra confort e agilità. In termini di comodità la GLK è senza dubbio ottima, ma anche fra le curve dimostra di tenere un buon passo, penalizzato soltanto da uno sterzo che non è pronto e diretto. Per quel che riguarda i consumi, nel complesso sono discreti, tranne che in autostrada.

domenica 17 aprile 2011

Renault Wind Wave Edition


Anche la Renault Wind diventa Wave Edition. La piccola coupé roadster francese, come già la Mégane e la Laguna Coupé, si ripropone in Italia con un equipaggiamento completo ad un prezzo accessibile per entrambe le motorizzazioni in listino (1.2 TCe 100 CV e 1.6 16v 133 CV). 


La Renault Wind Wave Edition mantiene intatto l'originale design che ha fatto di questo modello una realtà a parte nella gamma della Losanga, ma si fa notare per i cerchi in lega "Emotion" da 16 pollici, le cornici delle prese d’aria anteriori in tinta Grigio Satinato, i rear bumps in tinta carrozzeria e il terminale di scarico cromato. Le tinte disponibili sono cinque: Bianco Ghiaccio oppure le metalizzate Blu Majorelle, Rosso Dinamico, Grigio Altica e Nero Nacré.


All'interno della Renault Wind Wave Edition la sportività si esprime in dettagli di serie come la palpebra del quadro strumenti in Nero traslucido, la pedaliera sportiva in alluminio, il pomello del cambio in pelle, il volante sportivo in pelle regolabile in altezza e le soglie battitacco griffate Wind. Per garantire al cliente un migliore comfort è di serie anche il climatizzatore automatico. 


Ci sono poi altri dispositivi inclusi nel prezzo, ovvero: la chiusura centralizzata a distanza, il computer di bordo, il lunotto auto-sbrinante, la radio CD MP3 2x20W, il regolatore/limitatore di velocità, i retrovisori esterni elettrici, i sedili sportivi con poggiatesta integrati e il tetto rotativo con comando elettrico che consente di passare dalla configurazione coupé alla guida all’aria aperta in 12 secondi. A questo proposito ricordiamo che a prescindere dalla posizione del tetto, il volume di carico resta della capienza di 270 dm3.


I sedili sono avvolgenti con poggiatesta integrati per una posizione di guida sportiva e sicura, ma chi li desidera riscaldabili elettricamente deve pagare 150 euro in più. Optional anche la selleria in pelle (Nera o Beige, 850 euro), i cerchi in lega 17 pollici diamantati neri "Sphinix" (350 euro); la rete frangivento (200 euro), il ruotino di scorta (70 euro), il tetto nero brillante (350 euro) e la vernice metallizzata (450 euro).
La Renault Wind Wave Edition è già disponibile in concessionaria ad un prezzo di 17.500 euro (chiavi in mano IPT esclusa) per la versione equipaggiata con motorizzazione 1.2 TCe 100 CV e di 18.500 euro per la Wind Wave Edition 1.6 16V 133 CV.

sabato 16 aprile 2011

Audi Q3 quattro


Audi presenta al Salone di Shanghai (21-28 aprile) la Q3, piccolo SUV destinato a posizionarsi al di sotto della Q5 e a essere la terza Q, ma soprattutto a dare battaglia alla BMW X1 dalla prossima estate quando raggiungerà i concessionari facendo leva su uno stile che attinge senza paura a quello delle sorelle più grandi, aggiungendovi però una nota di sportività in più con il lunotto inclinato. Curiosamente, la prima apparizione mascherata della Q3 è avvenuta proprio a Shanghai, nel 2007, con il concept Audi Cross Coupé Quattro. 


L’Audi Q3 è lunga 4.385 mm, larga 1.831, alta 1.608 (compresi i corrimano) e ha infine un passo di 2.603 mm e ha un cx di 0,32. Dunque è più corta di ben 244 mm rispetto alla Q5 e di 69 mm rispetto alla X1 e di 42 mm anche della Volkswagen Tiguan con la quale è logicamente imparentata. La piattaforma di derivazione è infatti la stessa, dunque ha il motore disposto trasversalmente, lo sterzo elettromeccanico e le sospensioni posteriori a 4 bracci. Audi dichiara di essere riuscita a contenere il peso entro i 1.500 kg anche per le versioni a trazione integrale, grazie ad acciai speciali sagomati a caldo e al cofano motore e al portellone posteriore in alluminio. Per lo spazio interno, l'abitabilità per 5 persone si somma ad una capacità di carico da 460 a 1.365 litri. Inoltre c’è la possibilità di abbattere il sedile del passeggero anteriore e di trainare fino a 2.000 kg con l’assistenza supplementare dell’ESP.


Degne di un’Audi la dotazione e la possibilità di personalizzazione. Tra i stemi di sicurezza, ci sono il side assist e il lane assist che dà persino lievi correzioni allo sterzo per rientrare in corsia, il cruise control adattativo e il sistema di lettura dei limiti di velocità. Per il comfort e la comunicazione non manca nulla, a partire dall’impianto audio Bose con 14 altoparlanti, il Wi-fi hotspot, il sistema di navigazione con schermo ad alta definizione con visualizzazione 3D e cartografia Google Map e infine il sistema di parcheggio semiautomatico. Disponibili ci saranno il tetto panoramico, cerchi da 17 a 19 pollici, uno speciale pacchetto illuminazione, i fari attivi bixeno con “firma” LED, 12 tinte per la carrozzeria, 5 per gli interni, 3 tipi di tessuto, altrettanti di pelle e 5 allestimenti tra cui l’S line e il pacchetto off-road con il quale sfruttare al meglio i 17 cm di luce a terra della Q3.

S line
In questo caso l’ESP sarà dotato di sistema di partenza in salita e per il controllo della velocità in discesa.
Tutti turbo ad iniezione diretta e dotati di stop&start e recupero dell’energia in rilascio i motori. Il 2 litri a benzina è offerto nelle versioni da 170 CV e 211 CV con la quale la Q3 accelera da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi e raggiunge 230 km/h. L’unità a gasolio di uguale cubatura ha 177 CV o 140 CV che con la trazione anteriore offre consumi di 5,2 litri/100 km. Le altre varianti avranno invece solo la trazione integrale – la solita, con giunto centrale multidisco elettroidraulico a controllo elettronico della Haldex – e le rispettive unità più potenti avranno di serie il cambio S tronic a 7 rapporti comandabile attraverso levette dietro il volante. Previsto anche l’arrivo di un altro Diesel – probabilmente un 2 litri biturbo – e di altre unità, assai probabilmente motorizzazioni più potenti per contrastare la X1 anche nelle prestazioni.


Come sulle altre Audi, la Q3 avrà il drive select per adattare il comportamento di tutta alla vetture in 4 modalità: normal, comfort, sport ed efficiency modificando simultaneamente risposta di motore, cambio, ESP (completo di strategia per il torque vectoring) e sospensioni nel caso siano presenti quelle a controllo elettronico. Nell’ultima, il sistema influenza anche il cruise control, il climatizzatore e disinserisce la frizione in rilascio, per limitare al massimo i consumi.
Come è noto, l’Audi Q3 sarà costruito in Spagna, nello stabilimento Seat di Martorell, vicino Barcellona, con un investimento di 300 milioni di euro e un obiettivo produttivo di 80mila unità all’anno. Il prezzo di listino annunciato per la Germania parte da 29.900 euro e a breve dovrebbe arrivare quello per l’Italia che non dovrebbe distaccarsi da questa cifra che – del resto – è proprio la soglia di accesso della BMW X1. 

venerdì 15 aprile 2011

Audi A6 berlina ed Avant


Eccola la nuova Audi A6 di quarta generazione che debutterà all’inizio del 2011 rinnovando dopo 7 anni la sfida a BMW Serie 5 e Mercedes Classe E con uno stile più sportivo, una scocca più leggera, nuove tecnologie per la sicurezza e il comfort e motorizzazioni più efficienti tra cui anche quella ibrida. Non la vedremo al Motor Show perchè debutterà al Salone di Detroit di gennaio, mentre al prossimo Salone di Ginevra sarà presentata in versione familiare Avant.
Lunga 4,92 metri, alta 1,46 e larga 1,87 con interasse di 2,91 metri, la nuova A6 è leggermente più corta e bassa, ma più larga, con passo più disteso e non rompe gli schemi stilistici già noti per le creazioni di Ingolstadt proponendo forme a metà strada tra la A4 e la A8 rafforzate da accenti più sportivi, come il bordo sulla spalla e l’accenno di spoiler sul cofano posteriore, senza tuttavia intaccare minimamente la sua identità di berlina di rappresentanza con i tre volumi ben definiti e le superfici della carrozzeria, lisce e raccordate. 


Il frontale poi presenta la classica calandra unita il cui sviluppo esagonale è stata ripreso dalla A8. Più nette e articolate invece le linee dei gruppi ottici anteriori con la solita firma luminosa a LED e disponibili sia con proiettori alogeni ad alta efficienza, bi-xeno o composti totalmente da diodi. Semplice invece la forma dei gruppi ottici posteriori che seguono il bordo ricavato dal cofano per il portatarga e la maniglia di apertura.
La scocca della A6 deriva da quella della A7 ed è composta di acciai alto resistenziali, usati in spessori differenziati e modellati a caldo, e per il 20% in alluminio utilizzato strutturalmente per i montanti delle sospensioni anteriori, la culla del motore e le zone di assorbimento dietro i paraurti. Anche i parafanghi anteriori, il cofano motore, il cofano bagagli e le portiere, ma anche la zona della cappelliera e della paratia del portabagagli sono di alluminio. 


Estremamente curata l’aerodinamica sia dal punto di vista dell’efficienza (cx: 0,26 con superficie frontale di 2,3 mq) sia di quello del comfort al cui miglioramento contribuisce anche il comportamento vibrazionale della scocca che, rispetto a una analoga tutta in acciaio, pesa il 15% in meno. La A6 2 litri TDI da 177 CV con trazione anteriore pesa 1.575 kg, ossia 45 kg in meno rispetto all’attuale con motore da 170 CV. Nessuna sorpresa per le sospensioni, anch’esse in alluminio, con doppi bracci sovrapposti per l’avantreno e trapezoidali per il retrotreno. Si può avere anche l’assetto sportivo o quello a controllo elettronico che regola automaticamente smorzamento degli ammortizzatori e durezza e altezza da terra delle molle pneumatiche. Le ruote vanno da 16 a 20 pollici di diametro con pneumatici run flat a richiesta. Nuovo invece lo sterzo elettromeccanico mentre il drive select dynamic ha una nuova posizione “efficiency” per ottimizzare i consumi – controlla anche il climatizzatore oltre e motore, sterzo e sospensioni – insieme alla già note “comfort”, “auto”, “dynamic” e “individual”.



Ispirato alla A8 anche l’abitacolo con una plancia dall’andamento più orizzontale, la strumentazione maggiormente raccolta davanti al guidatore sotto la palpebra e una parte centrale ampia, leggermente orientata verso il guidatore e separata in modo netto dal tunnel. Quest’ultimo, come è consuetudine oramai dalla A5 in poi, è ricco di pulsanti e comandi tra cui la manopola del sistema MMI, con schermo da 6,5 o 8 pollici a estrazione automatica, incorporato anche dal touchpad. Disponibile anche un impianto audio Bang & Oluffsen da 1.300 watt con 15 altoparlanti, il navigatore sincronizzato con Google Earth, internet a bordo attraverso WLAN, il night vision con riconoscimento del pedone, il sistema di sicurezza pre sense e quello di assistenza al parcheggio. Estremamente raffinata la combinazione dei materiali che creano forme e cromatismi sofisticati. Ampia la varietà dei materiali per i sedili, disponibili anche in versione comfort, con diversi tipi di pelle e anche Alcantara. In opzione il DIS, il Driver Information System, un display da 7 pollici sistemato tra i due quadranti della strumentazione in grado di fornire in modo chiaro tutte le informazioni riguardo alla guida e al veicolo secondo diverse configurazioni selezionabili dal guidatore. 


C’è anche l’head-up display le cui indicazioni sul parabrezza appaiono a una profondità virtuale di 2,5 metri, distanza ideale per la leggibilità. Il vano bagagli offre infine una capacità di 530 litri con la possibilità di abbattere lo schienale posteriore e di avere l’apertura elettrica.
I motori della nuova A6 sono tutti a iniezione diretta e dotati sia di recupero dell’energia in frenata sia di stop&start,con qualsiasi tipo di cambio: manuale, doppia frizione a 7 rapporti e multitronic a variazione continua di rapporto. Si parte dal 2 litri TDI da 177 CV e 380 Nm da 1.750 a 2.500 giri/min che consente ottime prestazioni (0-100 km/h in 8,7 secondi, 228 km/h) con consumi di 4,9 litri/100 km ed emissioni di 129 g/km di CO2, ovvero il 13% in meno rispetto al passato. L’altro Diesel è il V6 3 litri da 204 CV accoppiato con cambio multitronic che si distingue per l’erogazione della coppia: 400 Nm da soli 1.250 giri/min a 3.500 giri/min. Raggiunge 240 km/h, fa lo 0-100 km/h in 7,2 secondi e consuma 5,2 litri/100 km pari ad emissioni di CO2 di 137 g/km, ovvero il 19% in meno rispetto alla precedente A6 con motore da 190 CV. C’è poi la versione da 245 CV con 500 Nm di coppia tra 1.400 e 3.250 giri/min. La velocità è limitata a 250 km/h, l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 6,1 secondi e consumi ed emissioni si attestano rispettivamente a 6 litri/100 km e 158 g/km di CO2. Il miglioramento in questo caso è del 16%.


Due i motori a benzina al lancio, entrambi V6. Si parte dal 2,8 litri con sistema AVS di fasatura e alzata variabile sul lato aspirazione che eroga 204 CV e 280 Nm tra l’insolito arco compreso tra 5.250 e 6.500 giri/min. Con il cambio multitronic (ma si potrà avere anche il manuale) raggiunge 240 km/h, accelera da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi e consuma 7,4 litri/100 km pari a 172 g/km di CO2, il 12% in meno. La nuova A6 si può avere anche con cambio S Tronic a doppia frizione a 7 rapporti e trazione integrale secondo il nuovo schema Audi, con differenziale centrale con ingranaggi a corona che ripartisce la coppia al 60% al retrotreno in condizioni normali ed è aiutato da una funzione specifica contenuta nell’ESC che frena leggermente le ruote all’interno delle curve per favorire l’agilità. Al vertice c’è il noto V6 3 litri con angolo tra le bancate di 90 gradi e sovralimentazione tramite compressore volumetrico. I cavalli qui sono 300 e la coppia di 440 Nm tra 2.900 e 4.500 giri/min. Di 8,2 litri/100 km i consumi e di 190 g/km le emissioni di CO2, il 13% in meno, con prestazioni maiuscole: 250 km/h e 0-100 km/h in 5,5 secondi. In questo caso trazione integrale cambio S Tronic sono l’unica scelta possibile, così come per la 3.0 TDI d a25 CV, con l’aggiunta possibile del differenziale posteriore attivo.


Ma la novità principale della nuova A6 è rappresentata dalla versione ibrida che arriverà nel 2012 e sfrutta lo stesso sistema già sviluppato per la Q5. Al motore 4 cilindri 2 litri turbo da 211 CV e 350 Nm è accoppiato un motore elettrico da 33 kW e 211 Nm inserito al posto del convertitore di coppia del cambio automatico a 8 rapporti e alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1,3 kWh di capacità, abbastanza per garantire un’autonomia ad emissioni zero di 3 km a 60 km/h. Tale modalità è selezionabile attraverso un tasto sulla plancia. Il sistema combinato sviluppa 245 CV e 480 Nm di coppia, la trazione è integrale. Le prestazioni e i dati di efficienza di questa A6 parlano da soli: 238 km/h, 0-100 km/h in 7,3 secondi, 6,2 litri/100 km e 142 g/km di CO2. Naturalmente la strumentazione e il sistema MMI sono modificati per controllare le funzionalità del sistema ibrido.



Come anticipato in apertura, l’Audi A6 sarà presentata al prossimo Salone di Detroit (15-23 gennaio 2011) seguita a breve dalla versione Avant, già al Salone di Ginevra (3-13 marzo 2011) per recuperare il tempo perduto sulle avversarie tedesche. Di seguito arriveranno la versione ibrida e poi la A6 Allroad con carrozzeria rialzata. Sono previste altre motorizzazioni tra cui un Diesel V6 più potente e V8 per le versioni più sportive tra cui un 4 litri biturbo che sarà l’anima della S6. Ancora lontana da venire invece la RS6 alla quale sarà affidato il ruolo di battagliare con le BMW M5 e Mercedes Classe E63 AMG, ma è ancora da vedere se lo farà con un V10 nel cofano come avviene oggi. Probabile poi l’arrivo di una versione ibrida ancora più avanzata dotata di motore Diesel e funzionalità plug-in. Sicuro invece è l’arrivo di una versione con carrozzeria allungata dedicata in particolare alla Cina dove la A6 è anche costruita (a Changchun, grazie a una joint-venture con FAW) ed è la leader assoluta della propria fascia di mercato.

giovedì 14 aprile 2011

BMW serie 1 M Coupè


Ed eccola la piccola bomba di Monaco di Baviera, quella BMW Serie 1 M Coupé che negli ultimi mesi è stata presentata un po’ alla volta con teaser, video teaser e camuffature varie. La più piccola delle sportive BMW M parte infatti dalla normale Serie 1 coupé per tirare fuori una grintosa due porte quattro posti da 340 CV che pesa 1.495 kg ed ha quindi un rapporto peso/potenza di 4,4 kg/CV. 


Oltre a questo ci sono tutti gli stilemi classici del reparto M GmbH, a partire dai passaruota abbondantemente allargati, frontale rivisto in chiave aerodinamica e di raffreddamento motore, fari bixeno anteriori con fila di luci LED sopra e sfoghi d’aria laterali a forma di branchia. Le misure la distinguono nettamente da tutte le altre Serie 1 Coupé, visto che con le sue nuove misure (4.380x1.803x1.420 mm) la M risulta essere più lunga di 20 mm, più larga di 55 mm e più alta di 12 mm rispetto alla BMW 135i Coupé.


L’aspetto più interessante della BMW Serie 1 M Coupé è il 6 cilindri in linea di 2.979 cc che grazie all’iniezione diretta di benzina e al sistema di compressione M TwinPower Turbo arriva a sviluppare 340 CV a 5.900 giri/min e 450 Nm (500 Nm con overboost) costanti fra 1.500 e 4.500 giri/min. Si tratta in pratica dello stesso propulsore montato sulla BMW Z4 Roadster sDrive35is, che però sulla Serie 1 Coupé permette di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e di raggiungere i 200 km/h da fermo in 17,3 secondi, con una punta velocistica di 250 km/h limitati elettronicamente. Il motore è anche dotato di funzione overboost ed è possibile impostare due differenti mappature della centralina motore. Il cambio è un classico manuale a 6 rapporti, l’omologazione è Euro 5 e i consumi fanno segnare un valore di 9,6 l/100 km nel ciclo combinato (224 g/km di CO2).


Di particolare rilievo è l’utilizzo delle inedite Air Curtains che sfruttano la minigonna anteriore per convogliare l’aria in maniera ottimale in canalizzazioni alte 10 centimetri e larghe 3 cm che sfiatano nelle due “branchie” ricavate nei passaruota anteriori e riducono i vortici d’aria. L’assetto M utilizza componenti specifiche per peso e cinematica, compresi i bracci delle sospensioni fucinati in alluminio, il blocco del differenziale variabile M, l’impianto frenante Compound ad alte prestazioni e la regolazione della stabilità di guida con M Dynamic Mode (MDM). I dischi freno, forati e ventilati, misurano 360x30 mm all’anteriore e 350x24 mm al retrotreno e sono bloccati da pinze flottanti a pistoncino singolo; questi sono contenuti entro cerchi da 9Jx19” e 10Jx19” che montano pneumatici 245/35 R19 e 265/35 R19.


All’interno la BMW Serie 1 M Coupé si caratterizza per il cielo del tetto di colore antracite e da un cockpit M con un quadrante grigio, lancette rosse e illuminazione bianca per gli strumenti circolari. Il rivestimento in Alcantara si estende sui pannelli interni delle porte, nel soffietto del cambio e del freno di stazionamento, oltre che sulla palpebra del cockpit. I sedili sportivi sono ricoperti in pelle Boston con cuciture arancioni a contrasto arancione logo M sul poggiatesta. Il volante M è rivestito in pelle ed è dotato di tasti multifunzione, incluso l’M per attivare il setup sportivo della vettura. Le vernici esterne disponibili sono tre: Alpinweiss pastello (bianco), Saphirschwarz metallizzato (nero) e l’esclusivo Valencia Orange metallizzato (arancio). 


Fra gli optional si segnalano il Comfort Access per l’apertura e l’avviamento senza chiavi, il Park Distance Control posteriore, l’interfaccia USB e il sistema audio Harman Kardon Surround Sound. A richiesta si possono avere anche gli utili BMW Assist, BMW Online e Adaptive Light Control con Cornering Lights per la ripartizione variabile del fascio luminoso e regolazione adattiva della profondità d’illuminazione.
Il lancio commerciale è previsto per la primavera del 2011. Il prezzo non è stato ancora ufficializzato, ma è facile prevedere per la BMW Serie 1 M Coupé un listino superiore ai 50.000 euro.

mercoledì 13 aprile 2011

Jeep Grand Cherokee Overland


Parte la commercializzazione italiana del nuovo Jeep Grand Cherokee Overland, versione top della gamma che al momento comprende le due sole motorizzazioni a benzina V6 e V8. Quello di Grand Cherokee è quindi un “debutto di nicchia”, visto che nel nostro paese la clientela di questi veicoli tende a scegliere i propulsori Diesel. Per la versione a gasolio occorre invece attendere il prossimo anno, quando si renderà disponibile il nuovo 3.0 turbodiesel dell’italiana VM; solo allora si potrà fare un paragone con le dirette concorrenti BMW X5, Mercedes ML/GL, Audi Q7, Range Rover, Volkswagen Touareg e Porsche Cayenne, tutte vendute anche con potenti motori Diesel.


Rispetto al modello uscente il nuovo Jeep Grand Cherokee offre una lunghezza superiore di 7 cm e 6,8 cm di più in larghezza, oltre ad una linea aggiornata e al Cx che scende da 0,40 a 0,37. I fari Bi-Xenon hanno la funzione SmartBeam che adatta il fascio luminoso in base al traffico e il nuovo portellone posteriore ha l’apertura e la chiusura elettrica azionabile a distanza. Totalmente nuovo è anche l’abitacolo, dotato di plancia inedita, sedili e console modificate e materiali morbidi che contribuiscono a ridurre la rumorosità. Di serie sulla versione Overland appena commercializzata è anche il tetto apribile panoramico CommandView, più ampio del precedente. Grazie al passo allungato di 13 cm l’abitacolo di Jeep Grand Cherokee permette di ospitare più comodamente 5 passeggeri, con quelli posteriori che possono contare su 8 cm in più per le ginocchia e il vano di carico che aumenta il volume dell’11% arrivando a quota 782/1.554 litri.


Il nuovo Jeep Grand Cherokee è al momento venduto negli show-room italiani con gli stessi motori disponibili negli USA, vale a dire il nuovo V6 3,6 litri Pentastar da 286 CV e 347 Nm e il V8 5,7 litri da 352 CV di potenza e 520 Nm di coppia. Entrambi i propulsori sono abbinati ad un cambio automatico a cinque velocità, mentre a livello di trazione integrale il V6 adotta il sistema Quadra-Trac II con Selec-Terrain a cinque modalità e il V8 sfrutta il Quadra- Drive II con nuove sospensioni pneumatiche Quadra-Lift. Per tutti i modelli è di serie l’Hill Start Assist e l’ Hill Descent Control, oltre al sistema di controllo della trazione Selec-Terrain. Alla sicurezza attiva e passiva ci pensano poi ESC, controllo di trazione sulle quattro ruote (BTCS), della stabilità del rimorchio, 7 airbag e sistema d’emergenza EARS che dopo l’impatto spegne il motore, interrompe l’erogazione di carburante, apre le portiere e accende le luci interne dell’abitacolo.


Grazie alla presenza dei motori dall’esuberante potenza, il nuovo Jeep Grand Cherokee Overland può vantare prestazioni di buon livello, come dimostrano già i 206 km/h di punta e i 9,1 secondi nello 0-100 del 3.6 V6. Questo ha un consumo nel ciclo combinato di 11,4 l/100 km, pari a 265 g/km di CO2 emessa. Un po’ più dinamica è la 5.7 V8, che arriva ai 225 km/h, scatta da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi e consuma mediamente 14,1 l/100 km (327 g/km di CO2).
Il listino del nuovo Grand Cherokee parte dai 52.200 euro della versione 3.6 V6 Overland, mentre la 5.7 V8 Overland costa 63.800 euro. Gli unici equipaggiamenti aggiuntivi a pagamento sono la vernice metallizzata, perlata o nera, che viene 850 euro, e il Safety Pack da 1.800 euro che comprende cruise control adattivo, segnalatore d’emergenza per il rischio di collisione e sistema di controllo dell’angolo cieco.


martedì 12 aprile 2011

Fiat Freemont


E' possibile ordinare il nuovo Fiat Freemont a partire da 24.900 euro. Il 28 e 29 maggio si svolgerà il "porte aperte". La gamma si presenta semplice, con soli allestimenti, Freemont e Urban, ognuno dei quali risponde a specifiche esigenze, e due motorizzazioni diesel Multijet II 2.0 16v da 140 cv e 170 cv.
L'allestimento Freemont offre: 7 posti, clima automatico trizona, radio/Mp3 4,3" Touch Screen, Trip Computer e comandi audio al volante, cerchi in lega da 17", fendinebbia, cruise control, TPMS (sensore pressione pneumatici), keyless entry/go, child booster. L'allestimento Urban è ancora più completo, specialmente in termini di confort e praticità urbana, con in aggiunta bluetooth, sensore luci, volante e pomello cambio in pelle, sensori parcheggio posteriori, barre longitudinali, sedile guida regolabile elettricamente (6 vie + 4 vie lombare), retrovisori ripiegabili elettrici, vetri posteriori oscurati.
Esiste una sola differenza di prezzo di 1.500 euro, sia per passare da Freemont a Freemont Urban sia per passare dalla motorizzazione con 140 cv a quella con 170 cv. Fiat Freemont ha un prezzo di listino che parte da 25.700 euro, mentre la versione Urban parte da 27.200 euro, entrambe con il motore 2.0 Multijet 16v 140 cv. 


Il prezzo di lancio della versione Urban è di 24.900 euro e l'offerta di lancio comprende anche gli interni in pelle con sedili riscaldati per aggiungere valore a un prodotto già estremamente completo.
Lla gamma degli optional è semplice: 3 pacchetti su Freemont con contenuti di stile, funzionalità e comfort, e dettagli estetici come i cerchi in lega da 19" e il tetto apribile su Freemont Urban.
Il Fiat Freemont nasce come "veicolo factotum" progettato per rispondere alle esigenze delle famiglie e di coloro alla ricerca di un veicolo spazioso, comodo e versatile. Le dimensioni, lunghezza 4,89 m, larghezza 1,88 , altezza 1,72, garantiscono un'ottima abitabilità interna, grazie anche al passo migliore della sua categoria (289 cm).


Fiat Freemont assicura spazio, comfort e versatilità grazie ai 7 posti standard con una vera terza fila di sedili spaziosi, accessibili grazie all'apertura a 90° delle portiere. Con un semplice movimento i sedili della terza fila possono essere abbattuti scomparendo completamente sotto il pavimento e creando un vano di carico regolare. I sedili della seconda fila sono montati più in alto rispetto a quelli anteriori, mentre la terza fila è rialzata rispetto alla seconda: consentendo la massima visibilità a tutti gli occupanti.
Inoltre la seconda fila avrà a disposizione il  sistema "child booster" che grazie a cuscini di rialzo, consente la corretta seduta dei bambini a bordo ottimizzando la geometria della cintura di sicurezza e garantendo maggiore protezione, praticità a comfort.


Il comfort a bordo è poi assicurato dalla posizione di guida elevata, dai nuovi sedili spaziosi ed ergonomici, dai numerosi vani portaoggetti, dall'ampio bagagliaio dotato di doppio scomparto e dal piano di carico piatto per una capacità complessiva fino a 1.461 litri.
Totalmente nuovo l'abitacolo: design moderno e materiali soft touch. Spiccano la plancia avvolgente con elementi cromati, l'inedito quadro strumenti, la console centrale dal forte impatto estetico e l'innovativo sistema infotainment con ampio schermo touch screen a colori.
I due allestimenti avranno 7 posti, climatizzatore automatico a tre zone, sistema keyless entry, cruise control, trip computer avanzato, sistema di monitoraggio della pressione pneumatici (TMPS), fendinebbia e radio touch screen con schermo a colori e comandi al volante. Nella versione più cittadina si aggiungeranno i cerchi in lega da 17", la radio touch screen con schermo da 8,4", lettore DVD e SD card, il sistema bluetooth, i sensori di parcheggio posteriori, gli specchietti retrovisori ripiegabili, l' accensione automatica dei fari, i vetri posteriori oscurati e le barre sul tetto.


Freemont avrà trazione anteriore con propulsori turbodiesel (2.0 Multijet da 140 cv o 170 cv) abbinati a un cambio manuale. In seguito saranno proposte anche le versioni 4x4 con le motorizzazioni 2.0 Multijet da 170 cv e 3.6 benzina V6 da 276 cv, entrambe con cambio automatico. Ad eccezione del potente motore 3,6 litri della famiglia Pentastar del Gruppo Chrysler e relativo cambio automatico, tutti i gruppi motopropulsori sono prodotti e sviluppati da FPT- Fiat PowerTrain.
Le performance dinamiche del veicolo sono state migliorate, grazie alI'intervento dell'ingegneria Fiat che ha studiato e realizzato un'apposita taratura delle sospensioni e dello sterzo, più preciso e diretto.
La sicurezza propone 7 airbag, sistema antibloccaggio (ABS) completo di Brake Assist, Electronic Stability Program (ESP) con Hill-Holder, sistema antiribaltamento (ERM) standard su tutti i veicoli.