mercoledì 22 giugno 2011

Infiniti FX


Infiniti lancia il model year 2011 del SUV top di gamma FX, che in Europa rappresenta il modello di maggior successo del marchio giapponese. Per il 2011 l'ammiraglia giapponese ha ricevuto alcuni aggiornamenti a livello di sicurezza ed equipaggiamento, a partire dal dispositivo Lane Departure Prevention (LDP) che previene le invasioni accidentali di carreggiata. 


Il sistema LPD ha debuttato nel 2010 sull’FX30d, aggiudicandosi il riconoscimento Euro NCAP Advanced Award, il massimo riconoscimento dell'Euro NCAP per le innovazioni "i cui benefici per la sicurezza dei consumatori e della società sono scientificamente privati". L'LDP rientra nell’equipaggiamento di serie delle versioni Premium di FX37 GT, FX37 S e FX50 S, oltre che dell'FX30d. A differenza di altri sistemi, l'LDP si serve di avvisi acustici e visivi per segnalare al conducente la deviazione accidentale dalla propria corsia, con un intervento che riporta il veicolo all'interno della corsia, in caso di mancata risposta del pilota ai primi. Adesso è disponibile anche sui modelli benzina FX37 (V6 320 CV) e FX50 (V8 390 CV) nell’allestimento Premium, il più richiesto dai clienti, allineandoli così all’equivalente versione dell’FX30d (V6 diesel 238 CV). 


Il portellone posteriore ad azionamento elettrico adesso è di serie su tutte le versioni. L'altezza alla quale viene sollevato il portellone è programmabile per evitare difficoltà negli spazi ristretti e il portellone può essere sollevato o abbassato mediante un comando sul cruscotto, tramite pulsanti all'interno e all'esterno del portellone stesso e con l'I-Key. Disponibile per la prima volta sull'FX è anche la lussuosa finitura "Malbec Black" nera con pigmenti rossi, che sostituisce il "Mojave Copper" nella gamma colori dell'FX.
La gamma 2011 dell'Infiniti FX può già essere ordinata presso i centri Infiniti di Roma, Milano, Padova, Bologna e Firenze. I prezzi chiavi in mano sono i seguenti: FX37 GT 61.000 euro, FX 30d GT 62.200 euro, FX37 GT Premium 66.700 euro, FX30d GT Premium 66.900 euro, FX37 S 64.000 euro. 

lunedì 20 giugno 2011

Citroen DS5


Ed eccola la Citroen DS5, al debutto a Shanghai (21-28 aprile 2011) come terza rappresentante della linea DS e prima Citroen ad utilizzare il sistema ibrido Diesel Hybrid4 già utilizzato sulla Peugeot 3008. Per la nuova Citroen DS5 sono infatti già pronte le linee produttive dello storico stabilimento Peugeot di Sochaux. Lo stile riprende in parte gli spunti da vettura “premium” già visti sulla DS3 e sulla DS4, coniugandoli però con le dimensioni e le raffinatezze tecniche di un’ammiraglia. Basti citare l’Intelligent Traction Control, l’avviso di superamento involontario della linea di carreggiata con sistema video e la commutazione automatica degli abbaglianti in funzione del traffico.


Il Salone di Shanghai è stato scelto come palcoscenico dell’importante debutto perché dal 2102 la Citroen DS5 verrà commercializzata anche in Cina, oltre che in Europa alla fine del 2011. Nel rispetto dei principi progettuali di Creative Tecnologie avviati con la gamma DS, la Casa francese ha ripreso in parte il discorso stilistico intrapreso nel 2005 con la Citroen C-SportLounge, proponendo però una vettura di normale produzione che si ispira all’idea di “Gran Turismo” 5 porte di livello superiore. L’abitacolo è caratterizzato da una plancia avvolgente, rialzata e una larga console centrale, con i comandi delle marce a portata di mano e pelle pieno fiore, seta e legno a impreziosire gli interni.


La Citroen DS5, oltre ad avere un’impostazione definita da “Coupé Gran Turismo” ha una lunghezza di 4,52 metri ed è larga 1,85 metri, risultando quindi più piccola di Audi A5 Sportback e Volkswagen Passat CC. Il bagagliaio da 465 litri conferma una capacità di carico a livello delle familiari sportiveggianti, mentre l’abitacolo ospita 5 passeggeri. La parte più interessante è però nascosta sotto la carrozzeria e prevede l’utilizzo della trazione Hybrid4, un sistema ibrido che combina il motore diesel HDi alla propulsione elettrica. I 200 CV totali vengono trasferiti sulle quattro ruote e grazie alla marcia urbana in modalità elettrica le emissioni di CO2 sono contenute entro i 99 g/km.

sabato 18 giugno 2011

BMW M5


Sulla nuova piattaforma F10 della Serie 5 è nata la nuova BMW M5, uno dei più alti e tradizionali esempi di berlina tedesca: comoda e superaccessoriata eppure veloce, anzi velocissima. Senza però trascurare l'efficienza, tanto che se la potenza sale del 10% rispetto alla generazione precedente, consumi ed emissioni scendono di ben il 30%, così volare sulle Autobahn un po' meno costoso che in passato. Il resto, come su tutte le M5 dal 1984 ad oggi, è il tradizionale mix di sportività e lusso che ha reso celebre la M5 in tutti questi anni di carriera. 


La novità più importante della nuova BMW M5 è l'adozione del motore più potente mai adottato su una vettura di serie da BMW M GmbH: va in pensione il precedente V10 per fare posto alla più recente unità V8 4,4 litri che ha già debuttato sulle "parenti" X5 ed X6 M, ma è stata ulteriormente evoluta per raggiungere la bellezza di 560 CV fra 6.000 e 7.000 giri, per una coppia massima di 680 Nm a partire da 1.500 giri. In pratica un cavallo per ogni 3,3 kg, su una massa pari a 1.945 kg. 


Il propulsore M TwinPower Turbo è abbinato al cambio doppia frizione dedicato M Double Clutch Transmission Drivelogic a 7 rapporti, che consente prestazioni al top: accelerazione 0–100 km/h in 4,4 secondi, da 0 a 200 km/h in 13 secondi netti e una velocità di punta limitata ai canonici 250 km/h, ma che può essere elevata fino al limite naturale di ben 305 km/h se si adotta il pacchetto M Driver’s Package offerto come optional. I consumi invece si attestano su 9,9 l/100 km nel ciclo combinato (14 nel ciclo urbano, 7,6 in quello autostradale) per emissioni di CO2 pari a 232 g/km.
La nuova BMW M5 ha però anche un lato "gentile", grazie al sistema start/stop con recupero di energia in frenata e alla nuova funzione "Low Speed Assistance", che limita il nervosismo del propulsore nelle situazioni di frequenti stop & go come nel traffico.


La caratteristica più interessante della superberlina tedesca è infatti la possibilità di adattarne il carattere ad ogni frangente di guida. Partiamo dal cambio: le modalità automatiche D1, D2 e D3, selezionabili tramite un pulsante, offrono un grado via via superiore di sportività, al pari delle sequenziali S1, S2 ed S3, con quest'ultima che inserisce la funzione "Launch Control". Tutto, o quasi, può essere regolato sulla nuova M5: oltre al cambio, anche la risposta dell'acceleratore, dello sterzo, delle logiche di cambiata, del comportamento del differenziale, delle sospensioni attive e dell'informazioni dell'head-up display. Per la prima volta sul volante compaiono due pulsanti M, attraverso i quali il conducente può richiamare velocemente due set-up. 


Lunga 4,91, larga 1,89 e alta appena 1,45 metri, la nuova BMW M5 si riconosce al volo rispetto alla Serie 5 "civile" dacché è acquattata nell'assetto (11,7 cm l'altezza da terra) e aggressiva grazie all'aerodinamica dedicata che vanta un Cx pari a 0,33. Si distingue per il paraurti frontale con profonde prese d'aria, per le minigonne laterali, lo spoilerino sul baule e il diffusore posteriore con scarichi a quattro terminali, oltre a cerchi da 19" con gomme 265/40 all'anteriore e 295/40 al posteriore. Gli interni, oltre a componentistica "M" dedicata, sono invece praticamente full optional, con tocchi di lusso come la selleria in pelle e gli inserti in alluminio spazzolato. Data e prezzo di commercializzazione verranno annunciati più avanti.

venerdì 17 giugno 2011

Citroen DS4


La Citroën DS4 è il secondo modello della gamma Citroen DS, giungendo dopo la DS3 e circa sei mesi prima della DS5. Con questa sigla Citroen vorrebbe dar vita ad una gamma dalle caratteristiche più esclusive rispetto a quella “standard”, per creare l'alternativa particolare ai proprio estimatori. La Citroen DS4, in vendita dal secondo trimestre del 2011, è omologata per cinque posti e dichiara  queste misure: 4,27 m di lunghezza, mentre larghezza e l’altezza sono rispettivamente di 1.81 m e 1,53 m. Queste dimensioni sono assimilabile alla Hyundai i30, alla Peugeot 308 o alla Renault Megane, competitor della stessa Citroën per quella fetta di mercato corrispondente a questo segmento. 


La capacità del bagagliaio è 370 litri, che non è poco, ma molto meno rispetto alla C4 che ha un bagagliaio di 408 litri. Per quanto riguarda l'estetica della nuova Citroën DS4, le portiere posteriori presentano le maniglie nascoste nella carrozzeria, una soluzione che per prima è stata adottata dall'Alfa Romeo fin dalla156 e che poi ha trovato diversi estimatori anche nelle altre case automobilistiche. La linea è pulita, ma certamente meno felice e glamour di quella ottenuta dagli stilisti francesi con la DS3. La strada della Citroen DS4 per competere con le compatte Audi, BMW e Mercedes è decisamente proibitiva. Il suo prezzo, a partire da 20.000 euro, la rende poco competitiva anche contro le medie di successo quali la Volkswagen Golf, Opel Astra, Ford Focus e soprattutto la Alfa Romeo Giulietta. 


Un punto critico  è sicuramente legato all'accessibilità per i passeggeri alla parte posteriore della vettura, visto e considerato le dimensioni ridotte delle portiere posteriori. Come in altri modelli Citroën, anche per la DS4 è possibile godere del parabrezza panoramico, che si, che si estende fin quasi al di sopra della testa dei passeggeri anteriori. La dotazione di serie prevede come i fari diurni a LED; mentre gli interni sono caratterizzati da un cruscotto identico alla Citroen C4. A differenza di quest'ultima, però, la DS4 può essere equipaggiata con il cruscotto interamente rivestito in pelle, materiale che viene utilizzato anche sull’interno delle portiere e in altre aree della vettura, per impreziosire ulteriormente il gioiellino della casa francese. 


Per quanto riguarda le motorizzazioni, la DS4 comprende una gamma di cinque propulsori: tre alimentati a benzina e due diesel. I due motori diesel sono uno da 110 e l'altro da 160 cavalli; mentre le tre versioni a benzina VTi sono da 120, 150 e TPH 200. Per quanto riguarda il motore denominato THP, questo è sovralimentato ed eroga 200 cavalli; ed è lo stesso che equipaggia la Citroën DS3 Racing. Per questo motore Citroen dichiara emissioni pari a 149 g / km di CO2 ed un consumo di benzina di 6.4 l/100 km. Si tratta di un valore decisamente basso, almeno su carta, molto simile a quello ottenuto dall’Alfa Romeo Giulietta 1.4 Turbo 120 CV. Per il propulsore alimentato a gasolio da 110 cavalli sarà disponibile l’e-HDi. Si tratta del sistema Start&Stop, che spegne il motore quando la vettura si ferma ai semafori, oltre a produrre energia elettrica da parte di un generatore sfruttando l’energia che si genera durante la fase di frenata. In questo modo si ottengono riduzione di consumi ed emissioni nocive. 


La trasmissione è affidata ad un cambio a sei rapporti che è fornito sia in versione manuale sia automatica. Le sospensioni sono indipendenti con montanti McPherson all’anteriore e bracci longitudinali collegate da una barra di torsione al posteriore.
Per la presentazione stampa internazionale, Citroen ha scelto Barcellona e quindi bisogna attendere qualche settimana per conoscere come si comporta su strada, pur partendo da una buona base rappresentata dalla Citroen C4.  Il punto critico della Citroen DS4 è certamente il posizionamento prezzo poichè il design gioca una carta fondamentale e bisogna vedere se gli appassionati la inseriranno fra le trendycar o fra le vetture "nè carne nè pesce" : il miglior termometro lo da certamente il mercato dove al momento le regine si chiamano Volkswagen Golf ed Alfa Romeo Giulietta ce vendono persino più della ben più economica Citroen C3. 

giovedì 16 giugno 2011

Renault Megane RS Trophy


Oltre la Megane RS: è la Renault Megane R.S. Trophy, la versione più potente mai realizzata della hatchback transalpina che già nella sua configurazione standard è un riferimento delle segmento C al peperoncino. Verrà prodotta in soli 500 esemplari, che verranno commercializzati esclusivamente in Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Portogallo, Spagna, Svizzera, Austria e Slovenia ed anche in Italia. In Francia costerà circa 35.500 euro, una cifra che rimarrà più o meno tale anche sul mercato italiano. 


Per la Renault Mégane RS Trophy, Renault Sport ha preparato il motore 2.0 litri turbo, sempre abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti, per ottenere una potenza di 265 CV (+15 CV) e una coppia di 360 Nm (+20 Nm) attraverso una pressione del turbo incrementata di 0,2 bar (adesso è di 2,5 bar) e condotti di aspirazione ridisegnati in maniera da incrementare l'ammissione d'aria. Così l'RS Trophy accelera da 0 a 100 km/h in 6 secondi netti (-0,1 secondi), una velocità massima di 254 km/h (+ 4 km/h) e copre il km da fermo in 25,4 secondi (-0,3 secondi). Il tutto grazie ad un rapporto peso/potenza pari a 5,09 kg/CV, mentre i consumi scendono a 8,2 litri/100km e le emissioni a 190 g/km. Gli affinamenti comoprendono inoltre il telaio Cup, ma senza differenziale autobloccante meccanico all'anteriore. 


Tetto nero, decals speciali, spoiler posteriore specifico, cerchi neri da 19" (con gomme Bridgestone Potenza RE050A, misura 235/35R19 91Y) con filetti neri a pendant con le pinze freno distinguono la Megane RS più potente sinora mai realizzata, che viene proposta esclusivamente nelle tinte Sirius Yellow, Glacier White, Etoilé Black and Cassiopée Grey. Fanno parte delle dotazione anche i fari bi-xeno adattivi. L'abitacolo riserva invece al cliente sportive tutto quanto serve per appagare i sensi, a partire dai sedili Recaro avvolgenti, ma non mancano plus di comfort come il sistema di infotainment RadioSat Classic Bluetooth con CD ed MP3. 

mercoledì 15 giugno 2011

Infiniti EX


Il crossover “medio” di Casa Infiniti, la EX, aggiorna la sua gamma per la seconda volta nel 2011, dopo l’introduzione ad inizio anno dell’allestimento Black Premium. Anche questa volta è la motorizzazione diesel della EX30d ad essere interessata, ma il 6 cilindri a V che equipaggia la EX30d GT Premium è affiancato dal V6 a benzina della EX37 GT Premium. Il listino Infiniti si rinnova, dunque, proponendo il SUV all’interno di una forbice di prezzo compresa tra i 50.600 e i 60.750 euro.
Le GT Premium si segnalano per le dotazioni, caratterizzate dal navigatore satellitare “Connectiviti+” e dall’impianto audio Bose “Premium Sound System”, mentre l’aspetto esterno si affida a cerchi in lega da 19 pollici e alla verniciatura nero metallizzato con pigmenti rossi annegati. 


La particolare tinta, denominata “Malbec Black”, presenta anche il trattamento anti-graffio che, per scalfiture non troppo profonde, ripristina la superficie originale della carrozzeria. Il già citato sistema di infotainment presenta l’interfaccia touchscreen, da cui è possibile accedere alle Guide Michelin per il turismo. Gli equipaggiamenti della GT premium comprendono infine il tetto in vetro apribile elettricamente.
Il listino della EX vede le versioni GT Premium posizionarsi al top della gamma. Il nuovo allestimento è abbinato sia al 6 cilindri turbodiesel da 238 CV che al 3.700cc V6 a benzina da 320 CV, proposti rispettivamente a 60.600 e 60.750 euro. 

lunedì 13 giugno 2011

Mercedes-Benz Classe M


Accusate di ogni "nefandezza" ambientale, messe all'indice praticamente da tutti e soprattutto da chi non le ha (per scelta o perché non se le può permettere), le SUV continuano a piacere. Solo sul mercato tedesco, dal 2000 al 2010, si è passati da 30.000 a 300.000 unità annue vendute. Un fenomeno che non mostra flessioni e che anzi, nonostante la contrarietà del pensiero politically correct, è previsto in costante crescita: l'attuale quota di mercato (in Germania) è pari al 13,6%, nel 2015 sarà del 28%. Numeri che la Stella a tre punte vuole cavalcare: per farsi trovare pronta alla sfida, ha appena lanciato la nuova Classe M. Disponibile in prevendita da luglio, la vettura verrà lanciata al Salone di Francoforte a settembre e sarà in consegna dall'autunno.
Forse verde è eccessivo, date dimensioni, massa e prestazioni. Ma per le ragioni elencate in apertura, anche le Sport Utility non possono sottrarsi ad alcuni precetti ecologici. Ecco perché a Stoccarda, dopo aver lanciato la prima berlina di rappresentanza a quattro cilindri (la Classe S 250 CDI), replicano con la prima SUV di grande dimensioni spinta dal medesimo propulsore. 


Un diesel dalla cubatura relativamente ridotta - 2,2 litri - ma che grazie alla soluzione delle due turbine sequenziali sfoggia numeri di tutto rispetto: 500 Nm di coppia e 204 cavalli, per 6l/100 km di consumo medio e 158 g/km di CO2. Mercedes continua dunque sulla strada del downsizing, in attesa che l'ibrido (elettrico+diesel) sia pronto per essere commercializzato. Ma la riduzione della cilindrata non è l'unica via per ridurre consumi ed emissioni. L'ottimizzazione coinvolge la vettura nel suo complesso. Al capitolo aerodinamica, dove il guadagno rispetto alla precedente generazione è stato del 12%, gli interventi riguardano l'assetto, più basso di un centimetro al fine di migliorare la penetrazione aerodinamica. Per la stessa ragione, dietro la mascherina sono celate delle alette che permettono all'aria di passare solo quando il motore necessita effettivamente di essere raffreddato. Ancora, la 250 CDI presenta una "carenatura" del motore e del fondo in grado di ridurre la resistenza all'aria e dei cerchi dal design specifico. Un altro 7% di efficienza è stato recuperato col servosterzo elettrico, il cambio automatico 7G tronic Plus contribuisce con un bel 14%, mentre porzioni più piccole ma comunque significative di energia vengono salvate con soluzioni come il compressore del climatizzatore disattivabile, l'alternatore che assorbe energia solo nelle fasi di rilascio, ecc. (tecnologie portate al debutto da BMW con l'etichetta Efficient Dynamics). Non ci sarà, a differenza di quanto accade con la GLK, una versione a trazione posteriore. 


Da che Mercedes è Mercedes, la cura per gli interni è uno dei "must": la classe M di nuova generazione non smentisce la tradizione e accoglie a bordo con materiali di finissima qualità, assemblaggi pressoché perfetti e una cura del dettaglio impressionante (il rivestimento del cassetto portaoggetti e la copertura dei pistoni del portellone posteriore sono solo due esempi). Inoltre, per soddisfare i gusti di tutti, il ventaglio di possibilità, nel campo degli abbinamenti cromatici, è praticamente infinito. Ci si può ritagliare tutto su misura, dagli inserti in legno (con tanto di venature) alla radica, dall'alluminio al "piano black". Quanto al design della plancia della nuova Classe M, gli stilisti tedeschi hanno tenuto fede all'impostazione simmetrica degli interni e la strumentazione non è rivolta verso il guidatore. SUV, però, significa anche generosità di centimetri a bordo: sull'ultima nata di Stoccarda 5 adulti viaggiano comodamente, grazie anche alla possibilità, per i tre che siedono dietro, di inclinare lo schienale. 


Terreno di caccia prediletto, per la M e per le SUV più in generale, sono ovviamente gli Stati Uniti. Mercato, questo, dove il cliente è per il 47% donna, spesso con bambini a bordo. Requisito numero uno, dunque, è la sicurezza: lo sforzo dei tecnici di Stoccarda si traduce in una lista della spesa, intesa come sistemi di prevenzione o protezione, da perderci la testa. Per citare gli ausilii più importanti, la nuova Classe M aiuta a rimanere nella propria corsia, sorveglia l'angolo cieco, "studia" il guidatore e lo avverte in caso di eventuali attacchi di stanchezza, tiene la distanza di sicurezza, aiuta e evitare i tamponamenti e riduce le conseguenze di quelli inevitabili... E anche quando tutto questo non dovesse bastare, ci pensano gli acciai ad alta resistenza a proteggere gli occupanti, insieme ai numerosi airbag di serie (ginocchia comprese). Infine, visto che la sicurezza è un concetto che riguarda tutti gli utenti della strada, la SUV di Stoccarda è studiata per non essere troppo "aggressiva" nei confronti delle altre auto in caso di impatto. Non solo: per proteggere i pedoni, in caso di impatto il cofano motore si solleva, in modo da evitare contatti con le parti dure e per "accompagnare" nella maniera meno cruenta possibile il corpo della persona. 


C'è molto Sport e anche tanto Utility nel nuovo Vehicle Mercedes: a rivelarlo è l'inedita manopola sul tunnel, che ricorda da vicino il comando dell'All Terrain Response by Land Rover. Il comando Mercedes dà la possibilità di scegliere fra sei diverse tarature dei sistemi elettronici e meccanici, al fine di assecondare le necessità di guida: Auto - Offroad 1 - Offroad 2 - Winter - Sport - Rimorchio. Di angoli caratteristici e capacità di guado gli ingegneri teutonici non hanno volutamente fatto menzione, ma sono pronti a giurare che la nuova Classe M sia in grado di superare ostacoli ben più impegnativi di quello che la maggior parte dei clienti le chiederà, grazie anche alla trazione integrale ETS in grado di trarre d'impaccio anche nelle situazioni più critiche. 


ML 250 CDI Sport: 58.500 euro (circa, il listino non è ancora disponibile) possono bastare. Certo, non sono pochi, ma già come viene proposta dalla Casa la vettura è completa: della dotazione di serie fanno parte i cerchi in lega da 19 pollici, le finiture esterne cromate, i sensori di parcheggio, il navigatore "entry level" e gli inserti in alluminio. La più potente 350 CDI V6, spinta dal 3.0 turbodiesel da 258 cavalli, sarà in vendita a 66.000 euro, mentre non è stato comunicato il prezzo della 350 V6 a benzina da 306 cavalli. La gamma si completerà poi nel 2012 con le più prestazionali 500 (4.6 V8 biturbo da 408 cavalli) e 63 AMG (5.5 V8 biturbo da oltre 500 cavalli).